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Diario del Jamboree del Centenario
(di Condor)


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Prima della partenza
Mi ricordo ancora la sera del 28 luglio 2006, quando vinsi la competizione per andare al Jamboree. Nessuna notizia al mondo mi avrebbe reso più felice: fare da ambasciatore per il mio gruppo, per la mia nazione all'evento mondiale più importante dello scoutismo.
Avevo vinto la competizione, ma per molti mesi sono rimasto con il fiato sospeso in attesa di aver notizie sul Jamboree, ma niente... Ad Aprile, finalmente, arrivò la prima lettera "Caro Pietro, siamo la staff del reparto Sergio Leone, del quale tu farai parte nella fantastica avventura che è il Jamboree...". Mai potrò scordarmi di quella lettera, che rinnovò in me la carica e l'entusiasmo giusto per vivere al meglio l'avventura a cui sarei andato incontro.
Dopo un continuo scambio di lettere e di e-mail ecco, che arriva un'altra notizia bomba che rimanda il cuore a duemila per l'emozione: "Ciao Ragazzi!!! Come prestabilito faremo un breve campetto di tre giorni a Bassiano per incontrarci e formare il reparto Sergio Leone...".
In treno incontrai subito alcune delle persone che poi mi avrebbero accompagnate al Jamboree.
Una volta riuniti non ci si mette molto a conoscersi, a scambiarsi storie, avventure e tradizioni del gruppo (in particolare il totem!).
In questi tre giorni ho avuto la possibilità di conoscere parte del messaggio dello scoutismo, che avrei poi capito completamente solo al Jamboree stesso: 36 ragazzi della stessa età che riescono immediatamente a trovare un feeling, da cui non si sarebbero staccati più, che riescono a lavorare insieme senza che qualcuno debba fare il capo e qualcuno il novizio, dove ci si aiuta a vicenda, ci si da una mano, si scherza e si canta insieme. Il fuoco è il momento in cui ognuno può sfoggiare qualche chicca del proprio gruppo da presentare agli altri.
Il colore del nostro fazzolettone è stato pretesto di scherzose lotte sul vero nome del colore (fucsia o ciclamino, questo è il dilemma). Il particolare e unico colore del nostro fazzolettone è stato subito notato da tutti.
Sono stati tre giorni in cui mi è stato possibile conoscere persone fantastiche che mi hanno dato spunti di miglioramenti, di nuove conoscenze e amicizie. La stessa Staff che ancora non ci conosceva e che aveva a che fare con 36 caciaroni che avevano una gran voglia di divertirsi e di portare grandi cose a casa hanno saputo giocare, lavorare e stare con noi, come se fossero stati i nostri capi reparto di sempre e noi ragazzi come se fossimo stati compagni di reparto da una vita.
In quei tre giorni siamo stati aggiornati sul funzionamento del Jamboree, dello stile da mantenere e sulla nostra missione di ambasciatori. Poi vennero decise le squadriglie e dopo un giorno di osservazione i capi decisero i capi ed i vice capo squadriglia: io venni nominato vice capo squadriglia degli Arieti. Il che non voleva dire assolutamente niente, come nemmeno essere capi squadriglia, semplicemente era un sistema per decidere a chi fare i cazziatoni quando delle cose non sarebbero andate bene. Il 17 siamo tornati a Roma, all'oratorio di San paolo, dove i nostri genitori ci sono venuti a prendere.
Il Jamboree si avvicinava in modo sorprendente e l'ansia di non essere pronti a tale impresa era gigantesca.

La staff:
Andrea Scifoni, capo reparto
Francesco Scoppola, aiuto capo reparto
Maria Iolanda, aiuto capo reparto
Don Pedro, assistente ecclesiastico

I nomi dei ragazzi:
sq. Albatros: Elena Moretti, Marzia De Cesare, Giorgia Di Salvo, Marta Giovanetti, Benedetta Liccardo, Claudia Minici, Marzia Ricci, Elena tedeschini, Alessandra Pasquini
sq. Arieti: Denis Alfano, Pietro Giulio Mariani, Dario Piersanti, Eugenio Roberti, Matteo Santangelo Ravà, Massimo Uffreduzzi, Giacomo Recchi, Matteo Principe. Giacomo Battiati
sq. Hyppopotami: Chiara Tognazzi, Giulia Meuti. Carlotta D'angelo, Livia Ferracchiati, Ilaria Nuccetelli, Ilaria Occhialini, Maria Porro, Valentina Rapisardi, Alessandra Ruggiero
sq. Tori: Luigi Valente, Mattia Zucco, Giulio Cosatti, Francesco Filippucci, Emanuele Fortunati, Enrico Gambirasi, Simone Panicati, Lorenzo Petrosino, Tommaso Venuti
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