|
Il servizio
"Lo scout si rende utile e aiuta gli altri".
Questo è il 3° punto della legge scout.
Devo dire che molto spesso questo punto viene sottovalutato o ancor meglio dimenticato.
Questo per fortuna al Jamboree non è successo e ci è stato dato modo di renderci utile e di aiutare gli altri.
La giornata era dedicata al volontariato, che secondo me nella società odierna viene spesso dimenticato ed evitato.
Aiutare gli altri aiuta anche se stessi nella crescita spirituale e ci permette di dimenticare il nostro ego, cui
siamo sempre così strettamente legati.
"Starbust" era il nome dell'attività del 5 agosto.
La mattina un altro buggy mi venne a prendere per portarmi alla stazione dei pullman, che ci avrebbero dovuto
portare sul posto.
Arrivai ovviamente ben prima dei miei compagni e quindi, una volta là, mi sono messo ad aspettare. Non riuscivo
ancora a muovermi bene, anche se il dolore era decisamente diminuito.
Ho aspettato circa una mezz'oretta e i miei compagni sarebbero dovuti arrivare, ma non ancora non si vedeva nessuno
e così cominciai a preoccuparmi: che fossero già partiti e che io non li avevo visti? avevo forse sbagliato attività?
o chissà cosa.... Mi sono alzato, e visto che zoppicavo vistosamente mi si avvicinò una delle coordinatrici del
trasporto per l'attività Starbust e mi chiese se avessi un qualche problema.
Le ho illustrato la situazione e subito si è messa in cerca di un mio compagno insieme ad altri 5 capi!
Dopo una decina di minuti trovarono i miei compagni, che non si erano minimamente interessati né di cercarmi né
tantomeno di venirmi incontro.
Ne è venuto uno solo a farmi compagnia, Dario, e dopo i capi.
Ci spiegarono che in molte attività di Starbust si sarebbe dovuto camminare, ma fecero in modo che il mio gruppo non
dovesse.
Il reparto venne diviso in tre gruppi e in ogni gruppo c'era uno dei nostri capi, io ero con Andrea.
La nostra attività consisteva nel riverniciare una scuola, altre invece consistevano nel tagliare legna, raccogliere
sporcizia nel bosco, dei miei compagni hanno addirittura dovuto iniziare a spalare nel fango un lago artificiale!
Le attività cambiavano di giorno in giorno, non c'era la possibilità che due giorni di seguito ci fossero le stesse attività.
La nostra era molto rilassante e l'abbiamo fatta assieme a degli indiani, che all'inizio sembravano pieni di buona
volontà con i pennelli.
Dopo cinque minuti però abbiamo capito quali fossero le loro vere intenzioni, perchè si sdraiarono sul prato e non
toccarono un pennello fino all'ora di pranzo, mentre noi ridendo e scherzando avevamo già dipinto l'intera
staccionata.
A pranzo abbiamo mangiato i nostri tramezzini al... indovinate a cosa??? All'amata cipolla!!!
Gli amici inglesi non perdevano occasione di darci dei panini alla cipolla.
Forse avevano adottato questo metodo per impedire alle persone di mangiare oppure erano semplicemente sadici.
Fatto sta' che non abbiamo mangiato quasi niente. Un panino era il massimo ciò che si riusciva a mandar giù.
"Gustato" il pranzo ci siamo rimessi lavoro e gli indiani si sono rimessi a riposare.
Ogni tanto qualcuno di noi passava davanti a loro e gli chiedeva se era molto faticoso il loro lavoro.
Ogni tanto qualcuno aveva la faccia tosta di rispondere.
Il capo addetto a quell'attività alla fine si è deciso a farli lavorare un po', anche perchè a noi rodeva parecchio!
Nel pomeriggio siamo riusciti a pitturare delle casette in cui i bambini giocavano.
Fu decisamente divertente il tutto.
Siamo tornati al campo, ma i miei piedi non erano migliorati granché.
Ciò nonostante rimanere un'altra sera lì al campo sarebbe stata una pazzia, così ho stretto i denti e la sera sono
andato al concerto, dove però mi sono rimasto seduto ad ascoltare la musica senza poter andare nella folla e ballare un po'.
Sono rimasto lì con degli amici americani fino alle 22.15, per poi tornare al campo per le 22.30.
Sono crollato a letto alle 23 per la stanchezza e per il male che i piedi continuavano a fare, ma non mi volevo più
perdere nemmeno un giorno di Jamboree!
Time to think:
Adventure isn't hanging on a rope off the side of a mountain.
Adventure is an attitude that we must apply to the day to day obstacles of life-facing new challenges,
seizing new opportunities, testing our resources against the unknown and in the process, discovering our own unique
potential.
|