|
Siamo alla fine...
Arrivati al 6 agosto si avvicinava inesorabilmente alla fine e con gran dispiacere vi racconto come questi ultimi
giorni di paradiso scout si conclusero...
Anche quel giorno la sveglia era stata preceduta dai greci, ma non ce ne lamentammo.
Sapevamo bene, che da lì a pochi giorni non li avremmo mai più rivisti e, sotto sotto, alla fine ci avevano fatto
compagnia con il loro Kalimera e a me aveva dato qualcosa di cui scrivere e da raccontare.
Le nuvole avevano oscurato quel cielo che nei giorni precedenti ci aveva regalato giornate bellissime.
Era prevista una tempesta per quel giorno e anche per i seguenti, ma per fortuna sono state soltanto nuvole.
Le attività in programma erano molto leggere e la giornata è iniziata con un bel Choice Time, in cui siamo andati
in giro alla ricerca di ulteriori pecette da scambiare e a cercare i nostri amici colombiani con i quali siamo
andati allo stand australiano per comprare la giacca del loro contingente.
Sulla strada ci siamo fermati allo stand dell'UNICEF e di altre organizzazioni umanitarie.
In poche parole abbiamo girato per bene ancora una volta il campo: eravamo Eugenio ed io.
Ci saremmo dovuti incontrare con la squadriglia all'orologio per le 13.30 per pranzare insieme e poi vederci con il
reparto alle 14 per l'attività del pomeriggio.
Prima però di iniziare il nostro choice time siamo andati di reparto a Casa Italia, dove di reparto abbiamo guardato
sul piccolo portatile a disposizione i filmati fatti dalle sq.
Infatti ognuna delle sq. doveva fare un piccolo filmato sulla storia di Sergio Leone, per poi farlo vedere
all'intero contingente, anche se ciò poi non è accaduto.
Il primo filmato fu quello degli Albatros, che a noi spettatori è parso un po' noioso, perchè non si capivano bene
i dialoghi e non aveva una vera trama, mentre le ragazze, le Albatros, si sbellicavano dalle risate per l'emozione
e perchè sapevano cosa dicevano (che francamente non credo fosse così divertente, ma...).
Poi è stata la volta del nostro filmato, quello degli Arieti, che, modestia a parte, ha fatto ridere tutti dal primo
all'ultimo senza eccezioni!
Non a caso alla fine è stato incoronato come miglior filmato!
L'avevamo fatto Denis (il capo), Giacomo, Eugenio ed io nella fantastica ed inimitabile sede del Roma 131!!!
Un capolavoro degno dell'oscar (non esageriamo).
Il filmato successivo - se così si può chiamare - è stato quello dei Tori, che per l'esattezza non era un filmato
bensì un semplicissima, stupidissima e priva di alcuna fantasia proiezione su powerpoint.
Gli animi furono rinvigoriti dal filmato degli Ippopotami, che era stato montato da un vero regista e quindi
fantastico nella presentazione e nelle immagini, come anche nei costumi.
Il contenuto come tale lasciava un po' a desiderare, ma il resto lo aveva reso molto piacevole.
Dopo esserci fatti quattro risate e una foto di reparto è iniziato appunto il choice time.
Prima però avevo chiesto alla capo contingente, di marchiarmi a fuoco la cinta con il simbolo del contingente.
Questa poverina non era assolutamente capace e per vedere il risultato basta guardare a destra della mia fibbia...
Comunque il nostro tempo libero è stato ben speso, anche perchè sono riuscito a scambiare la pecetta del El Salvador,
che in tutto saranno stati in 60!!!
Per pranzo la nostra capo reparto, Maria Iolanda ci ha cucinato un'insalata di riso talmente buona, ma talmente
buona che appena ne l'assaggiavi ti veniva voglia di risputare anche quello che avevi mangiato nei giorni precedenti !!!
Dire che faceva schifo era dir poco.
Nessuno di noi, essendo scout, aveva mai detto no a quello che veniva cucinato, che fosse di suo gradimento o meno
si mangiava sempre tutto.
Ma quel giorno ci siamo rifiutati e persino gli altri capi dissero, che effettivamente aveva uno "strano retrogusto".
Così ci siamo rivolti ai punti ristoro spendendo le famose 9 mila lire per un panino.
Alle 14 eravamo davanti all'attività GDV (Global Development Village).
Prima eravamo tutti insieme sotto ad un grande capannone bianco a fare della musica con dei tamburi (il che
sicuramente non aveva molto a che fare con il tema), poi ogni reparto è stato mandato verso un cerchio di altri
tendoni più piccoli e poi due sq. insieme in un tendone a fare l'attività.
Noi, Arieti, ci siamo trovati a fare l'attività assieme agli Ippopotami.
In questo tendone, una signora che lavora in un'organizzazione, che si occupa di costruire case, nei paesi disagiati,
per le famiglie senza tetto, ci ha parlato del beneficio di avere una casa e ci ha esortato a pensare a coloro che
invece non ce l'hanno e ai molti che hanno solo un monolocale.
E' stata un'esperienza significativa perché ci ha messo di fronte a realtà molto difficili e non lontane da noi ed
alle responsabilità verso gli altri che l'essere nati in famiglie più o meno agiate dovrebbe sollecitarci.
Per scioglierci un po' ci hanno fatto fare un gioco che si potrebbe definire la brutta copia del pistolero, solo che
al posto dello sparo era stato utilizzato un verso molto simpatico, che ha reso il gioco più movimentato.
Meno male perchè la fine del Jamboree si stava avvicinando e noi avevamo iniziato ad ammosciarci, e tutto ci
sembrava molto più noioso.
Quando siamo tornati al campo il cielo non prometteva ancora niente di buono, ma le nuvole non sembravano far
presagire pioggia.
Mentre cucinavano ho fatto i miei ultimi scambi: la maglietta verde del contingente, che era verde con davanti sul
cuore il simbolo del contingente e dietro una scritta Italia con il tricolore (non era assolutamente granché), con
la maglietta del Cile e il mio normalissimo k-way blu con lo stemma del contingente, con la giacca di un altro
Cileno.
La loro era una vera giacca con tanto di pail dentro.
Infine sono riuscito a scambiare la mia polo del contingente, anche questa bruttissima, con la maglietta del Canada.
Quest'ultima è stata veramente un'impresa, perchè lui non voleva scambiare la sua maglietta fighissima, ma con delle
abili mosse gli ho fatto venire prima il dubbio e poi ha ceduto e, se pur con molta incertezza, mi ha dato la sua maglietta.
Dopo cena la serata si è svolta al solito modo, anche se poi l'indomani lessi, che vicino alla plaza c'era stato un
mega carnevale, che mi sarebbe piaciuto vedere, ma non ho incrociato nessuno che mi abbia indicato una possibile
manifestazione del genere.
Peccato, sarebbe stato di sicuro una gran figata.
|