AGESCI  
 
Home page   
 
Diario del Jamboree del Centenario
(di Condor)


1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13
La scoperta ha inizio
Avere i greci come vicini ha creato subito un certo disappunto. Questi bravi ragazzi hanno la brutta abitudine di svegliarsi sempre tutti alle sei, mentre noi alle sei e mezza - vi assicuro che quella mezzora in più può essere di vitale importanza - urlando "Kalimera" (buongiorno, in greco). Ora, capisco benissimo che il nostro "Al sorgere del mattin, al sorgere...", con il suono della chitarra, possa recare un certo disturbo ma, visto che veniva fatto a bassa voce e direttamente nelle orecchie degli interessati (i cambusieri insieme ad un capo avevano pure il compito di svegliare il resto della compagnia), i nostri vicini sentivano solo la musica. I greci invece urlavano il loro benedettissimo Kalimera finchè tutto il campo non si era svegliato. La mia tenda era attaccata ad una di quelle greche e questo costringeva me ed i miei compagni a svegliarci alle 6. L'irritazione è stata crescente e spesso e volentieri scappavano insulti che, supponiamo, ci venissero abbondantemente restituiti. "Il buongiorno si vede dal mattino" e la mattinata del 29 fu realmente pessima!!!
I greci avevano dato la loro prima dimostrazione di risveglio, fuori faceva un freddo becco e durante la notte aveva nuovamente piovuto allagandomi tutto lo zaino con il suo contenuto. Avevo in poche parole tutto il mio vestiario allagato. Tra l'altro mi si era pure bagnato, o meglio inzuppato, il quaderno del Jamboree e rosicavo in modo anormale.
Dopo aver fatto colazione ed esserci preparati, i capi ci dissero che in quella bellissima giornata nuvolosa e con un vento che, per miracolo, non si è portato via le nostre tende, avremmo provato i giochi d'acqua del Jamboree, attività meglio conosciuta sotto il nome "Splash". Il nome non avrebbe potuto essere più azzeccato e dopo vi spiegherò perchè...
La fantastica organizzazione inglese non ha mancato di dare il suo contributo alla giornata facendoci aspettare un'oretta prima di imbarcarci sul pullman. Durante il viaggio abbiamo dormito un po' tutti. Altri ragazzi ed io siamo rimasti svegli a parlare e a passare il tempo. Una volta scesi dal pullman, saremmo volentieri risaliti e rimasti lì dentro per il resto della giornata. Il vento era fortissimo e il sole non aveva alcuna intenzione di mostrarsi e di riscaldare l'aria. Avevamo davanti a noi un lago artificiale.
Ognuno di noi era stato in precedenza diviso per attività, che erano: kayaking, canoa singola rialzata, canoa a quattro, costruzione di una zattera con gara e vela. Io sono stato messo alla vela ed è stata una vera disgrazia. Non avevo i sandali e andavo in giro con gli infradito. Uno dello staff mi disse di andare in barca con maglietta, k-way, fazzolettone e badge sotto al k-way, infradito, costume e salvagente. Così ho fatto ma me ne sono pentito amaramente.
Prima un istruttore ha fatto un giretto in barca con me per vedere se fossi stato abbastanza abile e poi mi hanno affidato ragazzo inesperto, che probabilmente vedeva lì per la prima volta una barca a vela; in più non parlava nemmeno l'inglese, ma solo il russo. Si chiamava Sasha. Siamo andati in acqua: io tenevo il timone e la randa lui, per finta, il fiocco. Ora, per le attività di vela era stato previsto uno spazio troppo piccolo rispetto al numero di barche e, visto che più della metà dei ragazzi non aveva la benché minima idea di come funzionassero le precedenze in acqua, sembrava un vela-scontro dove tutti andavano addosso a tutti. Ho sempre cercato di tenermi largo, ma il mio caro amico Sasha, che non capiva minimamente dove dovesse stare, ha sbilanciato la barca e abbiamo fatto il nostro primo bagnetto nell'acqua gelida. Ovviamente ho perso anche le infradito. Finalmente sono riuscito a tirare su la barca e siamo ripartiti. Ma ecco un nuovo scherzetto di Sasha che, nel frattempo, non aveva tirato giù la deriva e, prima che glielo potessi dire - era abbastanza complicato guidare una barca e spiegare a gesti come si tira giù una deriva - una raffica di vento ci ha ributtato in acqua. Questa volta dall'altro lato. A questo punto l'ho fatto risalire per primo. Ha preso il timone di sua spontanea volontà senza però lasciare la barca con la prua al vento, come l'avevo messa io. Per miracolo sono riuscito a ripartire, ma ancora una volta abbastanza inutilmente, perchè nell'arco di un secondo Sasha, nel tentativo di virare, ha fatto una bellissima strambata che ci ha sbalzato di nuovo in acqua. In tutto ciò, un simpatico giornalista non la finiva di ridere sulla sua barchetta a motore. Risaliti per l'ennesima volta Sasha ha deciso di tornare, perchè troppo impaurito. Tornati a riva mi sono cambiato subito, perchè rimanere bagnati al vento gelido mi avrebbe di certo portato una simpatica febbre ma, colmo dei colmi, mi sono accorto la scheda magnetica si era dissolta. La giornata era fantastica!!! Ma non era ancora finita.
Il pranzo di quel giorno non lo scorderò mai. Ci avevano dato tramezzini tutti diversi e patatine tutte diverse con un dolcetto e un succo all'arancia. Ora, il mio capo sq. nel distribuire i panini e il resto, era riuscito a darmi il panino alla cipolla e le patatine alle cipolla e formaggio. Aveva deciso che in quel giorno non avrei dovuto baciare nessuno o, per lo meno, nessuno avrebbe dovuto avere un colloquio con me.
Nel pomeriggio, il cielo finalmente si aprì ed un sole insicuro si fece vedere; così tornammo al campo. Dopo una lunga doccia rilassante sono andato ai fornelli per cucinare e la sera, con alcuni compagni di reparto, siamo andati di nuovo al concerto dove abbiamo conosciuto un gruppo di simpatici svizzeri con cui abbiamo passato la serata. Alle 23 le luci si sono spente tranne nella nostra tenda dove io cercavo di capire quanta roba, di quella bagnata la notte prima, fosse ancora impraticabile e quanta, di quella che avevo steso sui tavoli, si fosse asciugata durante la giornata.
La giornata si era finalmente conclusa ma avevo scambiato troppe poche pecette e l'indomani avrei dovuto impiegare più tempo nel cercare qualche nazione strana con cui scambiare!!!

Time to think
A seeker asked the Sufi Jalal ad-Dinar ar-Rumi if the Koran was a good book to read. He replied, "You should rather ask yourself if you are in a state to profit from it".
Key thought: "Shoot for the moon. Even if you miss it you will land among the stars".
  Gruppo Scout Agesci Roma 131 - Tutti i diritti riservati - roma131@gmail.com