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Diario del Jamboree del Centenario
(di Condor)


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Elements
La giornata del 31 è stata una giornata di passaggio, perchè l'indomani avremmo festeggiato il giorno più importante nella storia dello scoutismo: l'alba del centenario. L'emozione e l'attesa erano difficili da contenere e purtroppo non ci hanno permesso di vivere al meglio la giornata. La mattina era il momento del "choice Time" cioè, come dice la parola, potevamo scegliere cosa fare, o meglio, potevamo fare quello che ci pareva. Con un bel gruppetto sono andato al punto ristoro e per la prima volta abbiamo mangiato un pasto decente, anche se erano soltanto le 11 di mattina. Infatti, proprio perchè era in programma che potessimo fare ciò che avremmo voluto e non era stata programmata alcuna attività, i capi, saggiamente, avevano deciso di farci dormire più a lungo; decisione che, per fortuna, avevano preso anche i capi dei greci, visto che alle 5,30 non ci ha svegliato nessun maledettissimo Kalimera.
Con molto calma abbiamo fatto colazione, ci siamo lavati, vestiti e preparato lo zainetto per la giornata. Alle 11 eravamo comodamente seduti al bar a mangiare il nostro buonissimo Hamburger che costava ben 3 pound, che in euro sarebbero 4.6 e ben 9 mila delle vecchie lire. Una cifra per un panino, ma ci siamo dovuti adattare ai prezzi inglesi. Ben rifocillati, siamo andati alla Plaza dove ho passato un'ora in fila prima di poter entrare nello scout shop con il mio amico Eugenio. Un'idea geniale che aveva avuto tutto il sottocampo Ocean, il tutto per comprare due braccialetti ed una tazza.
Nel frattempo il resto del nostro gruppo non aveva ancora mosso un muscolo anzi, la maggior parte si era pure riaddormentata, così siamo tornati a farci un giro agli stand che interessavano gli aiuti umanitari e a quelli delle nazioni unite e di molte altre organizzazioni. Ma la maggior parte del tempo l'abbiamo passata davanti all'orologio, dove era stato allestito un punto ritrovo per tutti quelli che volevano fare degli scambi. Alcuni si erano trovati dei tavoli e avevano messo in vista tutta la loro merce da scambiare. Molti di questi erano adulti ed era stato severamente vietato lo scambio tra ragazzi e adulti. In effetti gli adulti non potevano avere alcun contatto con noi, per paura di pedofilia. Le docce, i lavandini ed i bagni erano divisi tra chi aveva più di diciotto anni e chi meno. Gli Steward non potevano rivolgerci la parola, a meno che non venissero interpellati direttamente o che ci fosse una situazione di pericolo. Le regole erano strettissime e tutti si attenevano a queste regole. Una volta incontrai un capo delle Barbados e lo scongiurai di fare uno scambio con me, ma non cedette e da allora non ho più rivisto nessuno delle Barbados, perchè il loro unico reparto si trovava dall'altra parte del mio sottocampo (la mia solita fortunaccia!).
Insomma fino a pranzo abbiamo scambiato pecette a volontà - anche se alla fine ho trovato sempre le stesse: quelle americane, inglesi o italiane - ed abbiamo fatto anche due chiacchiere con qualcuno per scoprire da dove venisse, per farsi raccontare una sua storia e sapere il suo totem.
Nel pomeriggio è arrivato il momento dell'attività "Elements", che consisteva nel girare sempre fra i tendoni per provare delle cose che avessero a che fare con gli elementi acqua, fuoco,aria e terra. In precedenza i capi ci avevano dato una scheda su cui era scritto da quale elemento saremmo dovuti partire. Io ero stato sorteggiato tra quelli della terra. Ora io potevo girare tra i tendoni, che ogni volta offrivano cose da scoprire sulla terra. C'era chi aveva portato una trivella, per farci vedere la consistenza del terreno a varie profondità del terreno e chi aveva portato un radar per far vedere la consistenza delle nuvole e per prevenire piogge o alluvioni (quel giorno faceva un caldo torrido e non c'era una sola nuvola nemmeno a pagarlo oro!). Ecco, mi soffermo un attimino su questo radar, che avrà avuto un diametro di 40 centimetri. Un computer, a cui era attaccato, calcolava tutti i dati e un monitor faceva vedere una curva (che in quel caso era perfettamente dritta) che dimostrava la pressione. A questo punto, visto che veniva spiegato in inglese, pensavo di non aver capito niente, specie quando il signore disse che il raggio d'azione di quel radar era di appena 2 Km. Allora gli chiesi (in inglese): "Mi scusa, ma se ho capito bene con questo radar potremmo capire se piove, quando sta già piovendo data la sua scarsa potenzialità." La risposta è stata paradossale "Hai capito perfettamente". Avevano portato un aggeggio, che sarà costato una fortuna ed il cui il trasporto doveva essere stato abbastanza delicato, solo per scoprire che piove mentre sta già piovendo...!!!!
Per fortuna le altre attività erano più intelligenti, ma non nell'elemento terra, dove le attività non erano granché. Spostatomi con altre due persone nella zona acqua abbiamo iniziato subito a fare un sacco di attività che ci hanno permesso di scoprire cose sulla pulizia, sulla densità, sulla quantità di germi,... che si trovano nell'acqua. Le attività erano tantissime e il tempo a disposizione purtroppo solo qualche oretta. L'ultima attività che sono riuscito a fare si trovava nell'elemento fuoco. Dei vigili del fuoco facevano vedere quanto il fuoco, o meglio i fornelli, possano essere pericolosi: avevano messo dell'olio a bollire e poi buttato dentro un po' di acqua. La fiammata che ne è uscita è stata spaventosa e di questo sono riuscito a catturare l'immagine, che però è solo fiamma. Poi ho visto alcuni ragazzi che facevano partire dei razzi costruiti da loro (avevano impiegato tutto il tempo a loro disposizione).
La sera l'abbiamo passata al sotto campo, perchè dovevamo fare la veglia pre-alba del centenario... Non fu una veglia, ma una rappresentazione di alcuni reparti, che per farsi notare, si sono dovuti rendere ridicoli davanti a tutto il loro sottocampo. Alla fine, prima di andare a dormire ogni reparto doveva leggere nella propria lingua, in inglese ed in francese (nel nostro caso io lo lessi anche in tedesco) una frase di riflessione sui cento anni dello scoutismo. La nostra fu: qualunque cosa accada lo scoutismo ci sarà sempre, come ieri, oggi ci sarà anche domani, insieme crediamo in un mondo migliore.

Con questa frase finisco il mio diario giornaliero del Jamboree e lascio come al solito un piccolo spazio al Time to Think:
An ignorant person who knows he is ignorant will gain wisdom, a wise person who knows only his wisdom but not his ignorance will gradually fall into ignorance; most new discoveries are suddenly-seen things that were always there.
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